Le statistiche del blog: non solo numeri

WordPress offre per gli amministratori di un blog delle statistiche molto dettagliate, che controllo quasi tutti i giorni con interesse e notevole curiosità.

Le statistiche danno numerose informazioni: posso sapere quante visite ho ricevuto (oggi, ieri, nella settimana, …), quali sono i post più richiesti, quali sono  i link più cliccati, come sono arrivati i lettori sul mio blog ovvero da quale sito provengono (il referrer) oppure quali termini i visitatori hanno inserito nei motori di ricerca per trovare questo blog.

Quest’ultimo secondo me è l’aspetto più interessante delle statistiche, perchè mi dice in un certo senso cosa voleva sapere esattamente un visitatore (perchè l’ha digitato in un motore di ricerca) e che l’ha attirato qui.

Ovvio, starete pensando voi, che se un utente ha trovato il mio blog attraverso una ricerca è perchè ha cercato qualcosa di cui ho scritto qui…
La cosa curiosa è che a volte i termini di ricerca non corrispondono esattamente con il contenuto degli articoli: basta che questi contengano alcune delle parole, anche in ordine sparso, per essere proposti come risultato della ricerca stessa.

Così nelle statistiche io mi ritrovo dei termini di ricerca (search terms) su argomenti che non ho trattato nello specifico, ma di cui magari ho fatto cenno, prendendo le parole singolarmente.

Ad esempio nelle statistiche di oggi leggo che qualcuno ha trovato il mio blog cercando “chiamate anonime da fisso”: forse questo visitatore voleva sapere come fare una chiamata anonima dal telefono fisso (a proposito, basta anteporre al numero da chiamare la sequenza *67# ) e invece avrà trovato il post sul gsmbox al quale probabilmente non era interessato.

Qualcun altro ha cercato “schede sim cellulari anonime” ma io non ho mai scritto di questo, però i termini della ricerca, presi singolarmente, sono sparsi sempre nell’articolo sul gsmbox.

Ciò accade perchè, quando l’utente effettua una ricerca, se non mette i termini di ricerca “tra gli apici”, il motore di ricerca mostrerà tutte quelle pagine che contengono quelle parole ma non necessariamente adiacenti.

Il rovescio della medaglia è che tramite questi termini di ricerca “fasulli” un blogger potrebbe ispirarsi a scrivere un nuovo post sull’argomento che in effetti il visitatore voleva realmente trovare…
Quel visitatore capitato per sbaglio sicuramente avrà trovato l’informazione che cercava su un altro sito, ma se il blogger si dovesse accorgere che una determinata ‘ricerca fasulla’ fosse ricorrente allora potrebbe seriamente pensare di scrivere un post sull’argomento.

Ecco allora che le statistiche diventano non solo uno strumento passivo per capire quanti visitatori hanno navigato in queste acque, ma può essere anche fonte di idee per i prossimi post.

Secondo voi è anche questa una elucubrazione? 🙂

2 Risposte to “Le statistiche del blog: non solo numeri”

  1. Davide Says:

    anche a me è capitato qualcosa del genere!La frase che digitano sul motore di ricerca è “spogliarello sul desktop”(ovviamente senza virgolette!) e cio’ li riconduce ad un post sulla grafica di un sito che mi aveva colpito!!

  2. Genesis88 Says:

    Ecco perchè è sempre bene fare qualche post dove si scrivono parole sconce o riferimenti espliciti da atti sessuali.
    Vedrai come aumentano poi i visitatori xD


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