Account di posta gratuito con GMX

Ho scoperto questo servizio per caso, in quanto ero disperatamente intento a cercare di attivare un indirizzo email del tipo nome.cognome@dominiodiposta provando (invano) varie combinazioni su Gmail e su Yahoo (volevo un indirizzo “pulito” ed elegante senza inserire strani numeri o caratteri speciali, senza però rinunciare alla comodità di Gmail a cui ormai sono abituato).

Poi ho trovato GMX (Global Mail Exchanger), che sembra essere una valida alternativa a Gmail.

GMX offre gratuitamente una casella postale da ben 5GB, accessibile sia da browser web che da client di posta (tramite pop3 o imap anche in ssl), dimensione massima allegati 50MB, antivirus ed antispam, File Storage da 2GB (con possibilità di condividere i files con gli amici), Mail collector (permette di raccogliere sull’indirizzo gmx la posta degli altri nostri account di posta, a patto che supportino il protocollo pop3), c’è un’Agenda ed infine consente di associare al proprio account principale fino a 10 altri account di posta Gmx (ad esempio, se mi creo l’indirizzo principale nome.cognome@gmx.com posso crearmi anche nome.cognome@gmx.it oppure quellochevoglio@gmx.xxx …tutti associati ad un’unica casella, con la possibilità di scegliere tra questi quale sarà l’indirizzo predefinito per la posta in uscita).
Il sito inoltre si vanta del fatto che GMX, a differenza di altri provider di posta, non legge il contenuto delle nostre email al fine di presentarci pubblicità mirata (come accade invece per la maggior parte delle webmail gratuite più diffuse).

La grafica della webmail di GMX è ben curata ed è possibile scegliere fra diversi temi.

Purtroppo la webmail di GMX come velocità non è certo ai livelli di Gmail, ma vale comunque la pena aprirsi un account: è gratuito e ci vogliono meno di 2 minuti. Inoltre, essendo il servizio ancora poco conosciuto  sarà più facile, rispetto agli altri provider di posta più blasonati, crearsi il proprio indirizzo del tipo nome.cognome @ gmx.xxx

Correte dunque ad accaparrarvi il vostro indirizzo Gmx, io l’ho già fatto! 🙂

Per saperne di più: http://www.gmx.com/features.html

Come filtrare lo spam da una casella di posta elettronica intasata

Se avete una casella di posta elettronica satura di spam che si confonde insieme alla posta legittima, e non avete intenzione o la possibilità di chiudere l’account, forse potrebbe esservi utile questo piccolo trucco, che non richiede l’installazione di alcun programma.

L’idea di base è la seguente: utilizzare un account Gmail (che ha un potentissimo ed efficacissimo filtro antispam) come intermediario per filtrare tutta la posta in arrivo destinata al vostro account saturo di spam.

Requisito fondamentale: il vostro account vittima di spam deve consentire l’accesso POP3 da qualunque postazione indipendentemente dal provider (quindi una casella di posta libero.it ad esempio non va bene) oppure l’account vittima deve offrire la possibilità di effettuare l’inoltro automatico di tutte le email ricevute verso un altro indirizzo di posta elettronica. Se il requisito è soddisfatto potrete continuare la lettura.

Ovviamente lo spam continuerà (purtroppo) ad arrivare, solo che sarà correttamente individuato e tenuto separato dai messaggi legittimi.

Supponiamo che il vostro indirizzo intasato di spam sia username@dominio.it.
Il trucco consiste nel creare un nuovo account Gmail (ad es. username@gmail.com) che andrà a controllare periodicamente la posta destinata alla casella username@dominio.it, filtrandola dallo spam presente.
Tutto lo spam finirà nella cartella Spam del vostro account Gmail mentre le email legittime saranno collocate nella cartella Posta in Arrivo.

Se il vostro account username@dominio.it consente l’inoltro automatico della posta in arrivo verso un altro indirizzo, dovrete impostarlo affinchè inoltri tutta la posta verso l’indirizzo Gmail creato.
L’alternativa consiste nell’impostare l’account Gmail affinchè vada a controllare periodicamente (tramite il protocollo POP3 e il servizio Mail Fetcher) la presenza di nuovi messaggi sul vostro indirizzo username@dominio.it
La frequenza dei controlli periodici effettuata da Gmail sugli account esterni non è personalizzabile, ma viene ottimizzata in funzione della frequenza con cui ricevete le email su quell’account.
Se il vostro account username@dominio.it supporta l’inoltro automatico è preferibile sfruttare questa opportunità: in questo modo i messaggi destinati a username@dominio.it arriveranno istantaneamente anche sulla casella gmail.

Ovviamente, volendo adottare questo metodo di filtraggio spam, non dovrete più leggere la posta dall’account username@dominio.it bensì l’account username@gmail.com che conterrà solo i messaggi “buoni”.

L’account Gmail potrà essere controllato sia tramite sito web mail.google.com oppure tramite il vostro programma di posta elettronica preferito, in modalità POP3 o IMAP (che vanno prima abilitate dal sito di Gmail).

Per quanto riguarda l’invio dei messaggi, è molto probabile che vogliate far sì che il mittente delle risposte o dei nuovi messaggi risulti l’indirizzo vittima di spam (username@dominio.it) piuttosto che l’indirizzo Gmail (che non conosce nessuno).
Fortunatamente Gmail consente di spedire messaggi facendo risultare come mittente un altro vostro indirizzo di posta elettronica: impostatelo quindi per poter spedire messaggi dall’account username@dominio.it e tale indirizzo potrà essere impostato come account principale per gli invii e le risposte. Ovviamente potrete fare lo stesso nel vostro programma di posta preferito.

Con questo metodo ho ripreso ad utilizzare un vecchio account virgilio che avevo abbandonato per disperazione in quanto sommerso da migliaia di messaggi di spam. 😉

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Gmail, Imap e filtri: se Thunderbird non mostra avviso di nuova posta ricevuta.

Utente Gmail sin dagli albori del servizio, solo di recente mi sono deciso ad usarlo in modalità IMAP anzichè in modalità POP mediante il mio client di posta preferito ThunderBird.

Nel mio account, tramite l’interfaccia web di Gmail, ho creato varie etichette e costruito vari filtri per smistare in esse la posta in arrivo.

Quasi tutti i filtri da me creati effettuano l’azione “Ignora Posta in arrivo” (Skip Inbox per chi ha l’interfaccia in Inglese) che assegna al messaggio ricevuto l’etichetta associata al filtro, senza mostrare il messaggio nella cartella Posta in arrivo (di modo che in “Posta in arrivo” restino solo i messaggi che non corrispondono a nessun filtro, in modo da tenere le cose ordinate).

Da quando ho impostato ThunderBird per gestire la mia casella Gmail mediante protocollo IMAP ho notato un inconveniente: se sulla mia casella Gmail arriva un messaggio intercettato da un filtro con l’impostazione Skip Inbox attiva, ThunderBird non mi avvisa della nuova posta ricevuta, se non andando a cliccare su tutte le cartelle una per una (in ThunderBird infatti ad ogni etichetta corrisponde una cartella).

Comprenderete che si tratta di un problema fastidioso dover andare a controllare le cartelle manualmente, soprattutto se si hanno molte etichette impostate.

Facendo una ricerca su google ho trovato questo post sulla Knowledge Base di Mozillazine: qui c’è scritto che per impostazione predefinita ThunderBird, in modalità IMAP, controlla se ci sono nuovi messaggi solo nella cartella Posta in Arrivo.

Per modificare questo comportamento abbiamo varie soluzioni:

modificare la configurazione in modo che ThunderBird controlli tutte le cartelle imap: questo si effettua tramite l’editor di configurazione impostando a true la voce:

mail.check_all_imap_folders_for_new

Lo svantaggio di questo metodo è che non è possibile escludere dal controllo periodico delle cartelle specifiche (tipo la cartella Spam o il Cestino);

– impostare una ad una manualmente le cartelle a cui siamo interessati in modo che venga effettuato il controllo di nuova posta in arrivo in ciascuna di esse: per fare ciò basta cliccare con il tasto destro sul nome della cartella (ossia dell’etichetta), selezionare Proprietà Cartella e andare a impostare la voce “Controlla l’arrivo di nuovi messaggi in questa cartella“.

Se le cartelle sono molte, potrebbe essere estremamente noioso ripetere questa operazione per ogni cartella.

Per risparmiare qualche click potrete scaricare l’estensione FolderCheck, che vi permette di fare tale operazione su ciascuna cartella con soli 2 click (tasto destro sul nome della cartella, e poi cliccare la voce “Check for new items”).

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Gmail: impostazioni raccomandate per Imap con ThunderBird

Nell’Help Center di Gmail (Centro Assistenza) ho trovato un’interessante pagina (in inglese, la versione italiana è meno dettagliata) che raccoglie le impostazioni raccomandate per i clienti di posta elettronica più diffusi.

In particolare in questo post ci concentreremo sulle impostazioni relative al client ThunderBird, assumendo che il programma sia stato già configurato per scaricare la posta mediante protocollo Imap.

Supponiamo di possedere un account gmail del tipo username@gmail.com

Apriamo ThunderBird, andiamo su Strumenti Impostazioni account e scegliamo la sezione relativa al nostro account username@gmail.com

Clicchiamo su Impostazioni Server ed assicuriamoci che ci siano le seguenti impostazioni:

Controlla nuovi messaggi all’avvio: selezionato
Controlla nuovi messaggi ogni x minuti: selezionato
Quando si elimina un messaggio: Marcalo eliminato
All’uscita pulisci la posta in arrivo: NON selezionato
Svuota cestino all’uscita: NON selezionato

Spostiamoci adesso nella sezione Cartelle e copie, ed assicuriamoci che ci siano le seguenti impostazioni:

Dopo aver effettuato l’invio, copia automaticamente il messaggio in: NON selezionato.
Se si usa l’smtp di gmail infatti esso provvederà automaticamente a posizionare una copia del messaggio inviato nella cartella Inviati, quindi è inutile che facciamo ripetere l’operazione a ThunderBird (con conseguente perdita di tempo e di spazio).

Nella sezione Bozze e Modelli, Conserva le bozze dei messaggi in: selezioniamo Altra e diamo il seguente percorso [username@gmail.com] – [Gmail] – Bozze

In questo modo la Bozza non sarà salvata solo in locale ma direttamente sul server di Gmail, pronta ad essere richiamata da qualunque postazione vi colleghiate.

Adesso spostiamoci nella sezione Posta Indesiderata e impostiamola in questo modo:

Abilita i controlli incrementali di posta indesiderata per questo account: Selezionato (da notare che l’Help Center di Gmail consiglia di non selezionare questa opzione, tuttavia se non la selezioniamo perderemo la comodità di segnalare un messaggio di spam con un semplice click sulla classica icona a fiammella di ThunderBird).

Sposta i nuovi messaggi di posta indesiderata in Altra e diamo il percorso [username@gmail.com] – [Gmail] – Spam.
In questo modo quando in ThunderBird marcheremo un messaggio come spam (contrassegnato dall’icona della fiammella) esso verrà collocato nella cartella Spam di Gmail, il che equivale a segnalare a Gmail che quel messaggio va considerato come Spam.

Successivamente recatevi sul menù Strumenti – Opzioni – Privacy – Posta Indesiderata e accertatevi che ci siano le seguenti impostazioni:

Un ulteriore suggerimento che viene proposto per arricchire l’esperienza Imap su ThunderBird consiste nel fare una piccola modifica alla configurazione del client.

Andiamo su Strumenti – Opzioni – Avanzate – Editor di configurazione

scriviamo nella casella di filtro browser.cache.memory.capacity, clicchiamo due volte su tale voce e impostiamola al valore 30720 premendo ok.

successivamente scriviamo sempre nella casella filtro mail.server.default.fetch_by_chunks, clicchiamo due volte su questa voce in modo da impostarla su False.

Chiudiamo la finestra about:config e premiamo Ok per chiudere la finestra Opzioni.

Vale poi tutto un insieme di regole generali che potete leggere in italiano qui.

Inoltre qui viene indicato come le azioni eseguite sul client Imap si riflettono sul vostro account Gmail.

Colgo l’occasione per segnalare che ThunderBird in modalità Imap effettua la ricerca di nuova posta solo nella cartella Posta in Arrivo, pertanto se avete creato sul sito di Gmail qualche filtro che effettua l’azione Ignora Posta in arrivo (Skip Inbox in inglese), ThunderBird non vi avviserà di questi nuovi messaggi. La soluzione è in quest’altro post.

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Gmail ora accessibile anche tramite IMAP

Google oggi ha iniziato a introdurre una feature molto interessante sulle caselle Gmail: l’accesso IMAP.

Chi è abituato a spostarsi da un pc all’altro, molto probabilmente avrà rinunciato ad utilizzare il client di posta, preferendo a quest’ultimo la gestione della casella gmail tramite il comodissimo sito web.

Questo perchè la gestione della posta mediante il protocollo POP3 soffre di numerose limitazioni: se cancelliamo con un client (es.Outlook) un messaggio scaricato da Gmail lo cancelliamo solo in locale e non dal server, se leggiamo un messaggio da una postazione non viene marcato letto anche nelle altre postazioni da cui solitamente leggiamo la posta, non possiamo vedere la cartella Spam se non dall’interfaccia web, non possiamo gestire le utilissime etichette, non possiamo vedere il cestino di Gmail, non possiamo starrare i messaggi.

Tutto questo però può finalmente essere fatto, con il nostro client di posta, abilitando ed utilizzando il protocollo IMAP.

Tutte le etichette che avete creato sinora sul sito di Gmail, vi usciranno come sottocartelle nel vostro client di posta, dove potrete creare nuove cartelle (= nuove etichette) o cancellarne altre, spostare i messaggi da una cartella all’altra (cambiandone dunque l’etichetta).

Qui potete trovare l’elenco delle cose che potrete fare con l’IMAP e il relativo impatto su come le email vengono visualizzate sul sito di Gmail.

Per abilitare l’IMAP entrate sul sito di Gmail, andate su Impostazioni e scoprirete che il tab “Inoltro e POP” è stato modificato, con l’aggiunta della nuova funzionalità.

Purtroppo non ancora tutte le caselle sono state aggiornate (comprese ahimè le mie) ma il blog di Gmail rassicura che l’aggiornamento dovrebbe avvenire entro un paio di giorni.

In Rete c’è chi afferma che si possa accelerare l’attivazione dell’IMAP modificando la lingua dell’interfaccia di Gmail in Inglese (US), salvare, uscire e provare a fare login – logout più volte (ovviamente senza esagerare) fino a quando si noti l’abilitazione all’imap anche sul nostro account.
Tale “trucco” non è poi così tanto assurdo, dato che le nuove funzionalità dei servizi di Google vengono introdotte sempre prima nelle versioni in inglese, quindi è ragionevole pensare che abilitino prima gli account madre lingua e poi estendano ad altre localizzazioni dell’interfaccia.
Purtroppo però il trucchetto nel mio caso finora non ha funzionato. 😦

Maggiori informazioni sul servizio e sulla sua configurazione possono essere trovate qui.

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